la memoria è un fermo immagine

Le campiture lisce si alternano alle aree grinzose, le macchie alle squadrature, i fili alle pennellate o ai tratti di carboncino, secondo un’accurata e ben studiata ritmicità, dove ritroviamo – al di là del caso e del caos – il sapiente controllo dell’artista, la necessità di dosare e di sottrarre…(Bruno Di Marino)

perché il presente non basta

Infine ecco l’omino ad abitare il tutto. Presenza presente si fa strada come un equilibrista tra le pieghe del passato, cerca la sua linea di fuga e intanto abita l’opera.

istantanea 1951_ rievocazione 2016

In quel tempo, 1951, mio padre fotografa qualcuno che a sua volta lo fotografa; un gioco che si usava fare, un divertimento; infatti lui sorride e l’istantanea ha il potere di fermare quell’attimo; a distanza di tempo io ri fotografo mio padre inserito in questo nuovo lavoro; il tempo è memoria presente.

tutto guarda all’indietro

Come l’istantanea (1957_ soggetto madre_autore padre) anche i segni in forma di parola sono racchiusi dentro una materia impura. Tutto guarda all’indietro. Essere consumato ha un tratto di grande valore. Per me.

non soffocare la possibile espansione del significato

Due nuove opere datate giugno_2016. Ancora le materie cercano collegamenti interni. E sulla superficie si crea il caos. Linee di unione e separazione. Attraversamenti di sopra e di sotto. Fili che intercettano legano annodano e sciolgono. Il segno unisce e separa scompare riaffiora. E ancora il segno è sintomo di un desiderio. Che non si […]

sintomo

Prima opera realizzata nel 2016. La tecnica è quella consueta, comporre con materiali eterogenei cercando una scrittura soddisfacente senza mai raggiungerla.