L’arte è una sfinge. La bellezza della sfinge è che sta a voi doverla interpretare. Quando avete trovato un’interpretazione, siete già guariti. L’errore comune è credere che la sfinge non possa dare che una sola risposta esatta. In realtà ne dà cento, mille, o forse nessuna. L’interpretazione non ci restituisce indubbiamente la verità, ma l’esercizio di interpretare ci salva.

Saul Steinberg

Distanza è il rapporto che metti tra te e la cosa che ti coinvolge. Il procedimento artistico che attuo per giungere a un risultato è ciò che definisco giusta distanza.

Elaborazioni di ipotesi attraverso l’organizzazione di schemi visivi. Sotto i nostri occhi si costruisce un rebus, quasi.

In quel tempo, 1951, mio padre fotografa qualcuno che a sua volta lo fotografa; un gioco che si usava fare, un divertimento; infatti lui sorride e l’istantanea ha il potere di fermare quell’attimo; a distanza di tempo io ri fotografo mio padre inserito in questo nuovo lavoro; il tempo è memoria presente.

I materiali hanno questo di sensazionale, che tra loro intessono legami di dipendenza e relazioni inaspettate; quando si incontrano lo fanno in un punto preciso; Individuare questi punti e segnarli è la mia ossessione.

Come l’istantanea (1957_ soggetto madre_autore padre) anche i segni in forma di parola sono racchiusi dentro una materia impura. Tutto guarda all’indietro. Essere consumato ha un tratto di grande valore. Per me.

ogni tanto ri prendo in mano spartito lessicale di guido ballo questo suo modo di scrivere in versi mi colpisce sempre direi che mi calma la mente e mi attiva i sensi questa volta è entrato in una mia tavola e ha fatto nodo.               

Due nuove opere datate giugno_2016. Ancora le materie cercano collegamenti interni. E sulla superficie si crea il caos. Linee di unione e separazione. Attraversamenti di sopra e di sotto. Fili che intercettano legano annodano e sciolgono. Il segno unisce e separa scompare riaffiora. E ancora il segno è sintomo di un desiderio. Che non si […]

(Questo articolo nasce nel 2015 ma è soggetto a integrazioni non appena se ne presenti l’occasione. Tratta infatti di opere che per loro natura subiscono trasformazioni ad opera del tempo. Mia tensione è registrare queste trasformazioni) Ho individuato uno spazio. Ho raccolto un certo numero di legni. Li ho assemblati tra loro con chiodi e spago. Ho agito nello spazio usando il muro come supporto. Ho chiamato il tutto scultura.

Prima opera realizzata nel 2016. La tecnica è quella consueta, comporre con materiali eterogenei cercando una scrittura soddisfacente senza mai raggiungerla.

Solo dopo averla posizionata, l’opera confine_2015 si è ampliata e ha coinvolto anche una parte di spazio. Il muro, l’affresco, la libreria, il banchetto. Solo dopo la sua espansione il titolo confine risulta stretto e si trasforma in dialogo. Solo dopo la nuova collocazione la pittura si trasforma in scrittura. Affresco del 1400 dialoga con […]

Teoria e pratica di un laboratorio sulla composizione scenica, realizzato con studenti del dipartimento Beni Culturali dell’Università di Padova nel marzo 2015.

chi_sono_pierangela_allegro

Autrice e performer indisciplinata si muove tra teatro, pittura e scrittura.
Compie studi artistici a Genova, suo luogo d’origine, e nel 1977 è scenografa all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Da studentessa partecipa a un laboratorio di pittura con alcuni ospiti dell’ospedale psichiatrico di Trieste e matura in quell’occasione un interesse per l’arte nei luoghi della differenza e per il Teatro fuori del Teatro. Nel 1980 fonda con Michele Sambin e Laurent Dupont, Tam Teatromusica. La sua ricerca si esprime in modo particolare nei confronti della composizione e della presenza performativa in scena. Con Tam realizza opere nelle quali è attrice-autrice, sviluppando nel tempo una particolare attitudine per la scrittura.
Nel 1990 pubblica con Edizioni Essegi di Ravenna la monografia Tam Teatromusica.
Nel 1992 avvia a Padova il progetto di Teatro Carcere e realizza spettacoli e video con i detenuti-attori, partecipa a seminari, convegni, incontri sull’esperienza di teatro nel carcere; nel 1995 pubblica la monografia Tutto quello che rimane: Giotto Carcere Teatro per le Edizioni Eldonejo Padova. Per l'attività di Teatro Carcere riceve nel 2011 la cittadinanza onoraria e il Sigillo della Città di Padova.
Dal 1995 al 2010 cura Contrappunti, progetti di teatro contemporaneo e danza al Teatro Maddalene di Padova.
Nel 1996 realizza Esplorazioni, un laboratorio teatrale per la scuola di cinema di Daniele Segre a Torino e in seguito a questa esperienza matura la necessità di creare sul territorio e con i giovani, una forma di laboratorio permanente che chiamerà Oikos Officina delle arti sceniche.
Parallelamente all'esperienza teatrale conduce una appartata ricerca pittorica.
Dal 2007 collabora con l’Università di Padova e realizza laboratori di composizione scenica.
Nel triennio 2008/2010 si dedica al progetto Archivio Tam teso a portare alla luce il patrimonio contenuto nell’archivio storico di Tam Teatromusica. L’opera completa è presentata al pubblico nel maggio 2010 all’interno della mostra Megaloop trent’anni di Tam Teatromusica.
In tempi recenti il suo percorso di ricerca, che incrocia le diverse discipline, ha come tema di riflessione il Tempo e la Memoria, tra autobiografia e tracce letterarie.



pierangela allegro_scritto dentro_ laboratorio
25/03/2015

scritto dentro

Atti visivi e sonori, come un geroglifico da sciogliere. Al centro una piccola vita che non quadra. Ai margini un pensiero che non vuole più consolazione.

un abbaglio - 1
07/03/2015

Anton Webern_un abbaglio

un abbaglio disegna con mano leggera, ma con ferreo convincimento le relazioni che intercorrono tra vita e arte; individua l’esistenza di un legame tra frammenti diversi e tra questi e il caso, l’inciampo, che interrompe il naturale corso delle cose…

azione in Repertoire di Mauricio Kagel
08/02/2015

Kagel, un incontro divertente

Con Michele Sambin una sera a Venezia sarà stato il 1986 fuori dal teatro la Fenice abbiamo incontrato Mauricio Kagel. Dirigeva un suo concerto quella sera o forse il concerto era appena finito…

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02/02/2015

genealogia

Una figura né uomo né donna né vecchia né giovane né viva né morta spaesata cerca un contatto con la memoria la sua