calma di vuoto un progetto espositivo in movimento

flayer A4 nero giusto + contr

 

Il 13 marzo 2020 si sarebbe dovuta inaugurare la mia personale calma di vuoto negli spazi espositivi della libreria Minerva.
Ma è subentrato il periodo difficile in cui il Virus ha messo tutto in pausa, noi compresi.

L’ostinazione con cui perseguiamo da sempre il fare arte ci ha impedito di rassegnarci e ci ha spinto al contrario verso azioni magari fragili e impulsive, ma in fondo così simili ai nostri stati d’animo di quel momento. Costretti come tutti a non uscire di casa abbiamo pensato di allestire  calma di vuoto nella nostra casa Allegro/Sambin, in via Rudena a Padova. In qualche modo non ci siamo arresi al presente.

          Scrive Cristina Grazioli

La Libreria/Galleria Minerva, quasi di fronte a casa, estensione di uno spazio di creazione che coincide con un modo di esistenza – stare al mondo
L’incertezza della possibilità – che non incrina il progetto – lo ‘inarca’…
Il percorso si flette, si adegua al momento – forse un allestimento in solitudine per una fruizione individuale e più ravvicinata – di nuovo una dimensione più intima e ‘quotidiana’
Poi la ‘mostra’ si allestisce in casa – invitando poche persone
Ma il nostro incoronato coronarico imperatore del momento non consente neppure questo
E allora l’allestimento diventa una sorta di performance della rodatissima coppia Allegro Sambin
Con un occhio – camera – che ne garantirà la relazione con il ‘fuori’…

Cristina G. (con Annamaria Sandonà) avrebbe dovuto presentare la mostra alla Minerva; non è escluso che la mostra si tenga più avanti negli spazi espositivi previsti, intanto mi ha inviato alcune sue tracce/note sparse che compaiono insieme ad altre voci, in questo articolo.

Nell’articolo presento le tavole pittoriche in forma fotografica corredate da poche parole che le contestualizzano e in alcuni casi anche da un video.

Michele Sambin, che per primo mi ha segnalato la possibilità di creare la mostra negli spazi della casa, ha ripreso le opere una a una e ha montato poi i singoli video su un’unica traccia.
Il VIDEO TOTALE si trova alla fine dell’articolo.

Il 28 marzo, come previsto, il progetto espositivo si è concluso. Ora trova posto nel sito, a ricordare che ridefinire continuamente il proprio fare arte tenendo conto delle contingenze, delle circostanze, del caso, è Arte.


E così Calma di vuoto. Calme de vide
Come altre espressioni scelte da Pierangela sono ben più che citazioni. Consonanza di un sentire.
Di un procedere che mira a sfrondare di tutto quanto non necessario. A far coincidere forma e contenuto
A fare teatro senza teatro
C. Grazioli

 

trittico_2019

Alcuni dei miei quadri come TRITTICO_2019 e LA MEMORIA E’ UN FERMO IMMAGINE_2018 sono legati al teatro. In questi compaiono istantanee che vanno dal 1987 al 1997. Spettacoli importanti. Tempo passato.

la memoria è un fermo immagine_2018

Rimessi in vita come architetture della memoria. I fili sono linee che tengono unito un racconto di parole mute. I fili slegano e liberano, intercettano e sottolineano. E’ il teatro che ritorna in forma di pittura. La mia forma attuale.

 

Artisti di teatro che si allontanano dal teatro
Nuova prospettiva di lettura oggi: non ‘influenzati’ dal teatro – piuttosto mettono in atto altre forme di ‘teatro’
C. Grazioli

NODOS_2016.
Ogni tanto ri prendo in mano spartito lessicale di Guido Ballo
questo suo modo di scrivere in versi mi colpisce sempre direi che mi calma la mente e mi attiva i sensi
questa volta è entrato in una mia tavola e ha fatto nodo.

 

nodos 2016
IMG_E0636 2

LINEE DI FUGA_2019 Il materiale che utilizzo per comporre è povero. Pezzi di legno, pagine di vecchi libri, fili, cordame, garza. E poi le istantanee. Ultimamente con gli elastici sperimento il lavorio di forze opposte, tensioni e attrito generano nuove forme. Se poi mettiamo in gioco anche la luce, l’ombra respira (le parole scritte sul legno sono di S. Beckett tradotte da G.Frasca_ in nessun modo ancora)
Muovendo la luce il quadro esce dai suoi confini e si muove in ogni direzione.

 

 

…Una vera partitura musicale visiva – penso alle sinfonie visive – Craig Appia – le mie solite fissazioni…
Ma questo preludio introduce perfettamente la sonorità implicita nei lavori – opere di P.A.
Che non sono solo allusioni
E citazioni dei propri lavori performativi – dalle quali escono ‘composizioni’
Ma agiscono – sono in azione
Atti performativi tanto quanto quelli che agivano in scena
Con la partecipazione necessaria e indispensabile dell’osservatore – del movimento del suo corpo oltre che del suo sguardo.
C. Grazioli

 

DISTRARRE E’ ANCHE PORTARE ALTROVE_2016  QUESTO E’ UN PAESAGGIO_2015  DUE_2018
sono tre lavori che contengono istantanee dei miei genitori in un tempo in cui io ancora non esistevo.

distrarre è anche portare altrove_2016    questo è un paesaggio_2015    due_2018

Il valore della memoria, fissata nell’istantanea fotografica, non sta solo nella sua capacità di documentare un tempo passato attraverso la visone di luoghi, spazi, abbigliamento, attitudine dei corpi ritratti, ma anche nel potenziale immaginifico che riesce a innescare rispetto alla realtà del presente.

 

…il bianco gessoso del fondo come un muro su cui si possono tracciare segni scritte ombre
Il muro contiene le libere associazioni dell’artista I fili delineano il progetto di un ipotetico spazio architettonico i cui confini sono delimitati dalle ombre deboli tracce che si cancellano e ricompaiono se chi guarda si sposta…
Annamaria Sandonà

 

 

SE NESSUNO ME LO DOMANDA LO SO_2018.

se nessuno me lo domanda lo so_2018Segno ricorrente è la linea.
Sottile spessa perfetta sfrangiata attorcigliata mobile in tensione.
Le linee si annodano tra loro, intercettano, legano, attraversano, scompaiono e riaffiorano come strade secondarie.
Rette o tortuose ci conducono sempre al punto in cui ci troviamo.

 

 

 

 

 

 

 

GIARDINOGRANDE-FILM_2020
Il materiale da cui il lavoro prende origine è un film famigliare girato in super8 da mio padre nel 1960.
Luogo e paesaggio (non solo geografico ma anche del sentimento) è il Giardino Grande di Cervo ligure. Nel film si riunisce una famiglia numerosa che viene immortalata mentre festeggia qualcosa di importante.
Ho costruito un dispositivo che rompe la superficie di proiezione spezzando le immagini e trasformando la bidimensionalità del film nella tridimensionalità dello spaziofilm per provare a raggiungere la quarta dimensione, quella della memoria.

 

posarlevar_2019   IMG_7817   IMG_7781   IMG_7782

POSARLEVAR_2019

I materiali hanno questo di sensazionale
tra loro intessono legami di dipendenza e
relazioni che non ti aspetti quando si incontrano
lo fanno in un punto preciso e in quel punto
resta la memoria dell’incontro
memoria sempre visibile memoria presente
poi ogni materia torna a respirare per proprio conto
a condursi liberamente
in quei punti segnati a volte in modo macroscopico
a volte timidamente qualcosa è avvenuto.

 

…Eppure, nella sua informità e difformità, queste tracce disseminate sul supporto, tracce che idealmente si prolungano anche nel contesto spaziale che le accoglie sono distribuite secondo un perfetto equilibrio. Garze, terre, gessi, pagine e frontespizi di libri, frammenti di lemmi desunti da dizionari, fotografie in bianco e nero, pennellate di colore, incisioni sulla superficie: in questa texture organica e disorganica, composta da segni che affiorano e svaniscono dagli abissi della coscienza, non riusciamo a distinguere le ferite aperte e quelle chiuse, le lacerazioni dalle ricuciture. Le campiture lisce si alternano alle aree grinzose, le macchie alle squadrature, i fili alle pennellate o ai tratti di carboncino, secondo un’accurata e ben studiata ritmicità, dove ritroviamo – al di là del caso e del caos – il sapiente controllo dell’artista… Una materia-scrittura-immagine, pronta a ri-evocare in ogni momento le forme di un pathos intimo, personale ma – nel momento in cui diventano rappresentazione – anche collettivo e, quindi, condivisibile dallo sguardo dell’osservatore. Bruno Di Marino ( 2018)

 

SCONFINATO_2020
Sperimento qui un’espansione della pittura che esce dai propri confini per dilatarsi nello spazio circostante; la luce interviene a esaltare le espansioni, visibili in ombra come immagini ulteriori.
(vedi anche sconfinato_stratagemma che è genesi di questo lavoro).

 

Ed eccomi a cercare di scrivere su una mostra non vista – intravista attraverso l’occhio della camera – di Michele – inseguita ‘di là dal vetro’
Attraverso qualche rapido scambio, visione di quadri – in collocazioni diverse – attraverso foto scattate ‘per documentazione’, che però mi restituiscono situazioni insomma un collage di immagini e movimenti e spostamenti fisici e non
Scrivere di quello che sarebbe stata la mostra e che ora è altro, consegnata ad altri percorsi, anche loro ‘fisici e non’
Forse la posizione più consona al lavoro di Pier
Mai fissata – sempre in transito – ma “con precisione” (‘sempre eseguiti con precisione’ cito a memoria)
C.Grazioli

 

 

 

STASERA COME SEMPRE_2020 Schermata 2020-04-04 alle 21.11.11

C’è un tema con cui si dà l’avvio poi spontaneamente una materia chiama un’altra un segno il suo opposto
e si vanno mescolando le cause materiali con gli affetti
non c’è un perché, ma certamente un’occasione
potrei dire quale è stato l’avvio quale la spinta, l’ombra l’intravisto.
Attivare l’immaginazione in chi osserva è parte del gioco.

 

 

 

 

 

Spazio, tempo, tridimensionalità, testo/immagine, ritagli, tensioni, materiali, toni di colore… che sintesi! Sei riuscita a creare dei lavori non solo belli (moderni, in un certo senso “freddi”, ma poetici), ma soprattutto mi pare tu sia riuscita a creare un tuo linguaggio, coerente e riconoscibile. Claudio Ambrosini

 

 

 

SOLOINLUCE_2020
Le parole che ho inciso sul foglio di acetato si rivelano solo con un uso sapiente della luce appaiono scompaiono riappaiono si leggono solo in ombra.

 

Calma di vuoto (versione on line) si accinge…a diventare una sorta di ipertesto al quadrato, che si raddoppia rispetto al già ipertestuale lavoro tuo. Che è (già) fatto di segni, linee di costruzione/relazioni, superfici materico/informali, frammenti di testi inseriti a collage entro la texture, testi tuoi scritti a mano, sorta di poesie visive che decorano/costellano la matericità delle superfici o che corrono lungo gli aggettanti elementi che tridimensionalizzano il lavoro, fotografie che rimandano ad episodi della tua vita affettiva/familiare. Il lavoro è già un nodus, con grovigli (come scrivi tu) di parole/linee/fili che, almeno a me, ricordano lavori di Maria Lai. Se dovessi sintetizzare cosa ho visto, direi un bisogno, un’urgenza di narrazione, anche con un valore testimoniale legato al tempo, al suo trascorrere, compresa una certa ‘nostalgia’Mi verrebbe da dire che provi ad esprimere gli strati del ritorno, superfici/linee/parole, ogni strato una sua densità (materica/eterica) e ogni strato quasi geologicamente contiene gli altri, per pressione sottocute, tellurica che registra l’ affiorare dal passato, altri giorni che si sono vissuti, oppure che dall’oggi si dipartono linee (del tempo) a ricongiungere avvio e successivi imprevedibili sviluppi. Dunque mi verrebbe da dire, un pò seguendo questa idea tellurica e geologica, che di cartografie si tratta... Riccardo Caldura

 

Video completo di tutti i lavori esposti.

Forse dal vivo con il nostro occhio senza l’ausilio di quello tecnologico non l’avremmo sentita così prossima, penetrata nelle fibre
Un tessuto organico
C. Grazioli

 

Fernando Marchiori ci scrive

Com’è che riuscite sempre a fare cose belle?
Calma di vuoto è, nell’incrocio di sguardi artistici che risulta dal video, ancora una volta opera compiuta e frammento di visione, percorso coerente con la vostra storia e insieme aperto al nuovo. Come sempre. Sempre nuovo.
Le tue opere, Pierangela, sono bellissime. Così chiaramente tue, pur con tanti richiami (direi almeno Burri, Calder, lo spazialismo, i collage delle avanguardie, Kandinskij…).
Mi piace in particolare il dialogo fra l’opera in movimento e lo spazio (angoli, muri, pavimenti, punti, linee e superfici…, scorci di natura, materiali vari) che il video esalta con movimenti ulteriori di camera, luci, prospettive.
Se non fossimo in emergenza, ti chiederei di allestire la mostra a Piove di Sacco per Scene di paglia. Potrei proporti anche uno spazio molto suggestivo con cui dialogare. Ma temo sarà impossibile, almeno per ora.
Speriamo più avanti. Intanto grazie di questo dono.
Anche il titolo – Calma di vuoto – suona perfetto per questo nostro tempo sospeso.
Continuate a cercare!
Un abbraccio,
Fernando

Annamaria Sandonà scrive

Cara Pier il contenuto del sito e le immagini sono bellissimi, permettono una lettura analitica delle tue opere e i tuoi commenti sono importanti a riprova che solo l’artista capisce a fondo la propria opera. La visione al computer delle opere permette alle immagini di non consumarsi al primo sguardo.  Prima di vedere il sito avevo buttato giù qualche altro pensiero perché io sono una lenta e sintetica, e anche se è tardi te li mando lo stesso.
Tutto è instabile ed allo stesso tempo trattenuto dai fili che scandiscono la superficie. E’ un nuovo lessico quello che risulta dalla contaminazione fra pittura e apparenti spazi architettonici generati dalle ombre dei fili estroflessi,spazi illusori quasi più simili a quinte teatrali che attendono una rappresentazione E’ un teatro di accadimenti personali in cui le parole scritte suggeriscono un dialogo straniante e ricompongono sulla superficie ciò che è frammento nella memoria. E’ ancora una volta la poesia a dominare queste composizioni, fatta di pensieri in libertà,  libere associazioni dettate dalla memoria personale o da frasi riprese da testi di autori che Pierangela ha amato. Le garze sfilacciate hanno già assolto il compito di riparare le ferite che il tempo ha causato creando ora una opacità vellutata come di un ricordo sbiadito e superato.
Continuerò a pensare alle tue opere, peraltro bellissime, e nella lentezza meditativa continuerò a trovare suggestioni. Un complimento vivissimo anche a Michele per l’eccellente lavoro, è una riprova dell’unione fortissima che siete riusciti negli anni a creare.
Annamaria 

 

 

 

 

 

 

dettagli e particolari delle singole tavole

particolari

dettagli della scenografia di giardinogrande film

NON SOFFOCARE LA POSSIBILE ESPANSIONE DEL SIGNIFICATO_2016 Stratificare, graffiare, incidere, tagliare, creare crepe, provocare la superficie è far emergere ciò che sta sotto; creare piccolissime aperture. 

firma_pierangela_allegro

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